
Oggi finalmente si è saputo il risultato delle elezioni qui in Francia, il nuovo presidente è N. Sarkozy. E subito i vincitori hanno esultato, i perdenti hanno riconosciuto la sconfitta. E ho letto su vari giornali le reazioni in Italia: tutti vedono nella vittoria di Sarkozy una vittoria del loro partito o della loro corrente, in particolare gli ex democristiani vedono nell'affermazione del UMP una svolta centrista dell'Europa.
Mastella «Non ci sarà alcun Partito democratico o di sinistra al mondo che, senza una politica aperta al centro o collegata in alleanza con l'area di centro, possa sconfiggere gli avversari politici».
Casini «La straordinaria affermazione di Sarkozy è un grande risultato del Partito popolare europeo e di tutti quei moderati che credono al rinnovamento della politica».
Capezzone «Il successo di Sarkozy è di portata storica e apre una grande opportunità. Sarkozy, ha la possibilità di aiutare non solo il suo schieramento, ma anche i suoi avversari a cambiare».
Berlusconi «La sconfitta della Royal è un'ulteriore prova del fatto che gli europei considerano ormai esaurita la capacità di governare della sinistra. Sarkozy condivide i valori e i principi che sono alla base del nostro impegno politico».
Insomma salire sul carro del vincitore, sempre e comunque, anche se di un altro paese è lo sport nazionale italiano...anche questo è un segno di globalizzazione.
Una cosa giusta l'ha detta invece Di Pietro «Il dato interessante su cui anche l'Italia dovrebbe riflettere è quello anagrafico, per un ricambio delle classi dirigenti».
Oggi qui c'è ancora sole, ma si è alzato un forte vento di ponente.





