
Ossia entro il 2007 si farà il primo trapianto di utero! Ma penso: è prorpio necessario?
La medicina ha fatto e sta facendo passi da gigante, sopratutto nei trapianti d'organo, ma questo non significa che fare un trapianto sia come togliere l'appendice e non solo per il gesto tecnico ma sopratutto per le implicazioni mediche successive. Infatti un organo che non è il mio viene riconosciuto dal mio organismo come estraneo e pertanto tenta di rigettarlo; per questo motivo tutti i trapiantati devo assumere dei farmaci immunosoppressori che addormentino il sistema immunitario ed evitino il rigetto. Ma come il mio sistema immunitario è addormentato per riconoscere l'organo trapiantato lo è nei confronti di virus, batteri e cellule tumorali. Pertanto maggior rischio di sviluppare un tumore o infezioni molto importanti. Stessi rischi per il feto che è dentro l'utero.
Quindi correre tanti rischi lo capisco nel caso di trapianto di organi fondamentali per vivere (fegato, cuore, polmoni, reni), un pò meno in caso di trapianti per recuperare una funzione (mano, faccia, lingua), ma in questo caso quale è lo scopo? Certo la procreazione, ma la sua importanza?
Fondamentale per la specie, se nessuno facesse più figli ci estingueremmo, ma assolutamente trascurabile per l'individuo. C'è il calo delle nascite ma solo nei paesi occidentali e ricchi, non è in gioco la sopravvivenza della specie umana. Quindi questo intervento risponderebbe solo alle esigenze di un singolo individuo, che ha un bisogno impellente di procreare per soddisfare un proprio desiderio. Quindi eticamente ho dei forti dubbi su questo intervento.
In più ritengo che moralmente sia condannabile. Infatti una donna che volesse un simile intervento è una persona egoista, che vuole soddisfare a tutti i costi il proprio desiderio di portare in grembo una vita derivata dalle sue cellule germinali (ndr i suoi ovuli). Basta con i discorsi del bisogno di donare amore, per questo "scopo" sarebbe molto meglio l'adozione (chi ha più bisogno d'amore se non un bambino solo); fortunatamente non si parla più di casato ma certe persone ci tengono comunque al proprio cognome; altre invece ci tengono a specchiarsi nelle caratteristiche genetiche dei propri figli.
Sull'articolo c'è scritto che alla fine della gravidanza oltre al cesareo (per il parto) verrà asportato l'organo trapiantato e quindi si potrà interrompere la terapia immunosoppressiva, che a differenza degli altri tipi di trapianto non sarà " a vita". Questa è una magra consolazione, penso sia semplicistico ed estremamente pericoloso considerare il corpo umano come una macchina, è qualcosa di ben più complesso e delicato; non è sufficiente cambiare i pezzi guasti uno alla volta, in questo caso non vale la proprietà transitiva, quello che viene modificato cambia il risultato.
Un ultimo argomento, che davo per sconato, è che un tale intervento ( e tutte le sue eventuali complicanze) non dovrà mai essere a carico della società, ma totalmente a carico dell'individuo che lo vuole, infatti ribadisco che la società non ne trae alcun beneficio.
Stavo per scordarmi...il primus movens di questa idea del trapianto d'utero è indubbiamente l'ambizione del chirurgo.